I vasi più cool, dalla Svezia. Erik Olovsson.

Carissimi amici, è cosa ben nota la mia passione per la Scandinavia, sempre a braccetto con quella per il fantastico Giappone.

Quindi guardate qua, e abbandonate l’ idea che avete avuto fino ad ora riguardo ai vasi per fiori.

A Stoccolma, in una delle sue affascinanti vie, si trova lo STUDIO E.O, fondato dal designer Erik Olovsson, luogo in cui sono stati ideati gli Indefinite Vases .

IMG_1539.JPG Il fine del progetto prevedeva di realizzare un contenitore che sapesse coniugare forme spigolose e precise, con silhouette organiche, fluide; finiture lucide e trasparenti, con superfici opache.

IMG_1537.JPG I blocchi base sono realizzati in marmo, onice di varia provenienza e colore, mentre il contenitore appoggiato al di sopra, in vetro modellato a mano.

IMG_1538.JPG Il primo impatto è destabilizzante, il vaso sembra appena uscito da una colata di vetro, qualcosa di non finito, che necessita di un’ ulteriore lavorazione.

IMG_1536.JPG La sensazione di diversità tra base e vetro è netta se analizziamo gli abbinamenti tra le forme, ma forse è proprio questo che ne fa un oggetto di design pazzesco ed originale.

IMG_1535.JPG E anche questa volta il nord ci stupisce, freddo quanto impressive!

Gli Indefinite Vases possono tranquillamente entrare nella Hall Of Fame degli oggetti di design più belli di sempre.

Keep in touch!

Magnus

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United Arrows military kimono

È oramai usuale che il Giappone mi attiri verso le sue tradizioni, oggetti, stile.
Al di fuori di gusti e preferenze, non possiamo comunque rimanere indifferenti di fronte alla millenaria bellezza che questa nazione ha regalato alla storia.

IMG_1491.JPG I pensieri vanno immediatamente a templi, ciliegi in fiore davanti ad essi, ed elegantissime persone che vanno tutt’ ora in giro vestite di coloratissimi e preziosi kimono e sandali geta.

United Arrows, brand high-level che propone il top di ciò che si può trovare in Giappone, ha sfornato un inedito kimono, in materiale di derivazione militare, che strizza l’ occhio alla celeberrima Jungle Jacket utilizzata dall’ esercito americano in Vietnam.

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Le tasche sul petto hanno un chiaro richiamo alla sopracitata giacca americana, inclinate però in direzione opposta, mentre quelle basse hanno forma rettangolare e in piano, tutte con patta di chiusura.

La forma è quella tradizionale, con chiusura a lacci, ma le maniche sono state arricchite da polsini in stile camicia.

Il colore è una tonalità verde oliva, molto simile a quella utilizzata nelle prime divise dell’ esercito americano (per gli esperti tonalità OG107).

Purtroppo la qualità della foto non rende giustizia a questa meraviglia, ma in rete è difficilissimo trovare info di questo prodotto, vi ho scovato una vera chicca!

Questo post arriva proprio nei giorni in cui Obama, dopo le tristi vicende storiche di Hiroshima, giunge in Giappone per visitare i luoghi colpiti dalla catastrofe atomica; sdoganando l’ accoppiata USA-Giappone, che fino ad ora poteva far storcere il naso a non pochi.

Vorrei che il kimono fosse un capo d’ abbigliamento meno impegnativo da portare in occidente, questo proposto da United Arrows è veramente incredibile!

Che meraviglia il Giappone!

Magnus

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Fashion combo. Larose Paris + Letasca

Avete presente quando vedete qualcosa di bello, che vi cattura l’ attenzione e vi si piazza dentro la testa?
Beh è quello che mi è successo quando ho scoperto questi due brand.

Larose Paris produce cappelli di altissima qualità, avvalendosi dei migliori cappellai francesi, con 50 e piú anni di esperienza alle spalle.
I cappelli vengono disegnati a Parigi, dove hanno sede i due fondatori, Isaac Larose e Marc Beaugé.
Le forme derivano dai grandi classici, rinfrescati con un french-touch che li rende riconoscibili; come non parlare della zip metallica applicata sul fianco cupola del classico Fedora?

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Il dettaglio è davvero originale per questo tipo di cappello, un vezzo che lo rende immediatamente riconoscibile in mezzo ad una folla di cloni.

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Un evergreen con un tocco fashion che farà perdere la testa agli amanti dei cappelli!

Letasca invece parla italiano. Sotto la Madonnina, nella bellissima e avanguardista Milano, Elbio Bonsaglio e Edoardo Giaroli hanno creato il più bel gilet, e non solo, che esista sul mercato.
Il pezzo icona è un senza maniche reversibile, con dieci tasche sagomate per poter contenere una marea di cose, diventate indispensabili per ognuno di noi.

IMG_1475.JPG Dall’ immagine è chiaro il concetto, lasciare le mano libere da tutto, non rimane più nulla da tenere tra di esse, tutto è riposto al suo posto, in tasca.

Idea semplice, design pazzesco, ci risiamo, siamo davanti ad un altro vero capolavoro.

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Vi invito a dare uno sguardo agli altri prodotti che producono i due brand, troverete sicuramente modo di riempire la vostra wish-list.

Immaginate di indossare un cappello Larose e un gilet dieci tasche Letasca, siete pronti a prendere un aereo dopo l’ altro e dividervi tra viaggi, sfilate, concerti, mostre!!!

L’ accoppiata Italia-Francia non è mai stata così cool, no?

Magnus

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Sedersi su una Mano, by Antonio Pascale

Sempre Fuorisalone, sempre Lambrate, un’ altra bella cosetta.
Ecco un flash-post per presentarvi quest’ oggetto cosí cool…

L’ ispirazione all’ iconica sedia Panton chair di Verner Panton è evidente, ma qualcosa è stato cambiato.

Il materiale, è cartone a strati, tanto per essere sempre ecosostenibili, e la silhouette della celeberrima sedia è stata re-interpretata come se fosse una mano, arto che da il nome a questo oggetto di design.

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La forma nasce dalla mente dell’ archi-designer Antonio Pascale, che con queste linee naturali ha pensato di dare un’ ulteriore senso di protezione a chi ci si siede sopra.

Non c’ è da preoccuparsi per il materiale con cui è stata costruita Mano, parliamo di un cartone ultra resistente e pensato per resistere nel tempo.

La sedia è distribuita da Carton Factory, e a mio avviso è un bel pezzo che potrà dare un pizzico di verve ai vostri ambienti…

Chissà quant’ è comoda!!!

Magnus

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MAGE chair, Tomo Kurokawa

Rieccomi dopo una caccia spietata alle nuove tendenze, al Fuorisalone.
Come ogni anno ho acceso il radar, drizzato le antenne, e con molta attenzione ho cercato quali potessero essere i prodotti più interessanti in mezzo ad una marea di proposte, sia di arredamento che pezzi di design, nudo e crudo.
Nel Lambrate district, in un capannone colmo di realizzazioni degne di nota, mi sono imbattuto in un simpatico giapponese, Tomo Kurokawa, con le sue sedie pieghevoli Mage.

IMG_1458-0.PNG (Chiedo scusa per la definizione delle immagini ma sono le uniche disponibili).

La presentazione del suo semplice ma geniale oggetto è stata immediata, con pochi movimenti un apparente tappetino è diventato una sedia.
Semplicità, stile, funzionalità, che volere di più da un oggetto di design?

Mage, da chiusa, ha la forma di una lastra flessibile di compensato, con le linee per essere piegata già marcate, per non potersi sbagliare, il cosiddetto metodo “Poka Yoke“.

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Una volta piegata, la sedia ha una fettuccina che la aiuta a tenere la forma, in modo da potercisi sedere sopra in sicurezza.

Il ridottissimo ingombro da chiusa, fa di Mage una sedia che può essere alloggiata praticamente ovunque.

I colori sono bianco-rosso, come la bandiera giapponese, e azzurro-giallo, come quella svedese, chissà se è una cosa voluta, o sono io che vedo questi due formidabili popoli in ogni cosa!

Si possono scegliere 3 taglie della Mage, così anche i vostri bimbi potranno mettersela nello zainetto e utilizzarla nelle scampagnate con gli amici!

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Tomo, dopo la presentazione di questa sua figata, mi ha dato un suo bigliettino da visita, con la forma della sua sedia, pieghe incluse! Pazzesco quanto geniale.

Ogni volta, i giapponesi riescono sempre a stupirmi.
È bello conoscere gente così, che sprizzano energia da tutti i pori, e ti presentano le loro idee con ironia e entusiasmo!

Come sempre, viva il design!

Magnus

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